"Dov'è il folle ?"

Eccolo, l'avete trovato ... sono io !!!
Scherzavo, parlavo del "folle" come marcia neutra della macchina, quella a cui corrisponde assenza di moto.
E il vostro cavallo, ce l'ha il "folle" ?
Ecco un test curioso da fare, che diventa anche un importante esercizio.

Indubbiamente, la possibilità di "mettere in folle" è un optional molto comodo in tante situazioni critiche: scarti, sgroppate, galoppi "grandiosi", impennate, e quant'altro i nostri cavalli mostrano di avere nel loro repertorio speciale.
Ma si può "mettere in folle" un cavallo ? Pare di sì.
Intanto va detto che c'è il folle "fisico" e quello "mentale".
Ossia, il cavallo può essere fermo fisicamente, ma non mentalmente.
Non ci credete ? Sganciate qualche volta il moschettone della lunghina e dopo qualche attimo ... bye bye, cavallo !!!
Il folle fisico è una conseguenza naturale del folle mentale, ma in certi casi, ed è ciò di cui parlerò, bisogna cominciare dal folle fisico per mettere il cavallo in folle mentale.

Come si ottiene il "folle fisico" ?
Il folle fisico nasce dall'assunzione di una certa posizione, che è quella di massima flessione laterale del collo, quella cioè in cui il cavallo quasi si tocca il fianco con il naso. Questa posizione di flessione laterale, specie a destra (i cavalli sono per natura per lo più mancini), è una posizione molto impegnativa da mantenere per un cavallo: non tanto dal punto di vista fisico (lo fa benissimo, quando vuole, anche solo per scacciarsi un tafano), quanto da quello psicologico.
Infatti un cavallo, messo in questa posizione, perde:
a) gran parte della potenzialità ricettiva sensoriale, in quanto occhi, orecchie e naso non funzionano a dovere, o meglio, coprono un campo molto più ristretto rispetto al normale e potrebbero non percepire l'arrivo di un pericolo;
b) gran parte della capacità di fuga, in quanto - per avere potenza - gli è necessario avere anteriori e posteriori allineati, in equilibrio "centrale" e coassiale; non per nulla questa manovra è l'unico tentativo serio da fare per fermare un cavallo che ha preso la mano. Tra l'altro, anche altre difese tipiche del cavallo (impennate, sgroppate, rampate) sono difficilmente praticabili in questa posizione (se il cavallo non riesce prima a "riprendersi" l'equilibrio).

Il fatto che il cavallo mantenga a vostro piacere questa posizione, significa quindi - sul piano psicologico - che ha verso di voi:
a) un "certo" grado di fiducia: se vi percepisse come un predatore, non accetterebbe di farsi mettere in posizione pre-mortale ...
b) un "certo" grado di rispetto: se non vi percepisse come un superiore gerarchico, non accetterebbe di farsi mettere in posizione tanto vulnerabile ...
Ad assumere questa posizione è possibile abituare il cavallo sia da terra che dalla sella. E' consigliabile cominciare da terra, anche perché le prime volte è probabile che il cavallo non gradisca affatto mantenere la posizione.

Lo si può fare mettendosi all'altezza della spalla, con una mano al garrese e l'altra che dolcemente percorre il collo sino alla nuca, scende sulla fronte, e premendo con le dita dalla parte opposta della testa chiede al cavallo di flettere all'interno, verso di noi. Raggiunta la posizione, è sconcertante verificare quanti cavalli non sopportino di esservi mantenuti per più di una manciata di secondi !!! E probabilmente sul lato destro con più difficoltà del sinistro ...

Di fronte alle resistenze del cavallo, si tratta di "alzare un po' il volume" della richiesta e vedere che effetto fa sulla sua mente.
Ricordiamoci i motivi per cui il cavallo non vuole farsi mettere in posizione "pre-mortale", ed in sintesi:
a) non svende le sue migliori difese (pieno uso dei sensi, pieno uso dei posteriori a scopo di fuga);
b) per il capriccio di un estraneo non dominante.

Quindi:
a) bisogna approfittare di un contesto di relativa calma, ossia in cui l'ambiente circostante non bombardi continuamente di stimoli l'attenzione del cavallo: avete un tondino ? (se non conoscete bene il vostro partner, evitate il box: molti cavalli non tollerano aggressioni territoriali; anche se l'atteggiamento va superato, perché l'uomo-cavallo alpha del branco deve poter andare dove vuole e fare ciò che vuole, non è il caso di cominciare l'invasione proprio da lì ...);
b) bisogna esternare una volontà ferma, mentalmente concentrata e fisicamente rilassata, nell'insistere un po' per tenere la testa del cavallo nella vostra mano.
Occorrendo, mettete capezza e lunghina, cosicché la prima vi aiuti a prendere la testa, e la seconda vi aiuti a non farvi ... "lasciare" dal cavallo: e occhio che un cavallo svelto e ribelle non vi ... "mostri il sedere" in un attimo e ne approfitti !
Se il cavallo si muove, stategli appresso (nei limiti del possibile), onde capisca che la manovra evasiva non serve a farvi desistere (ecco anche perché evitare il box).
Provate invece a comunicargli sicurezza e relax in un linguaggio a lui noto: state rilassati, appoggiandovi su una sola gamba (come fanno loro quando si appoggiano su un solo posteriore); espirate profondamente e sonoramente (cioè fate quei "sospironi" che fanno sia uomini che cavalli quando si rilassano); se volete esagerare, leccatevi sonoramente le labbra (come spesso fa un cavallo quando si rilassa). Questi sono tutti segnali corporali di relax, e dovrebbero rendere la situazione più accettabile al cavallo.
Non fissatelo negli occhi o sulla testa: è un atteggiamento tipicamente predatoriale e serve solo a mettere tensione; meglio se guardate per terra, sia quando gli prendete la testa, sia quando l'avete in mano.

L'ideale è di lasciargli riprendere la testa non quando lui lo chiede, ma quando voi lo decidete. Ed intanto contate i secondi.
Se però resiste (e può vincere, con la forza che ha ...), lasciategli la testa non appena cogliete un attimo di indebolimento nelle sue difese.
Contate sempre i secondi, in modo da poter valutare i progressi.
Se ancora non ne vuole sapere, dategli un'alternativa faticosa: se siete in un tondino, fatelo muovere (in libertà) e fatelo cambiare di mano spesso. Poi fermatelo ed "offritegli" di nuovo il test: sarà così molto più gradevole "darvi la testa" che "perdere fiato e tendini" ... (il cavallo deve sempre poter scegliere cosa fare: se l'ideale è che la sua scelta cada sul vostro desiderio, non vi resta che rendergli scomode tutte le altre scelte ...)
La fine della ribellione, di solito, è manifestata da uno o più tipici segnali di "messa in folle" mentale: testa bassa (e muscoli del collo rilassati), occhi che ammiccano (tipo "occhiolino"), "sospironi" e leccate di labbro (in pratica, ha "digerito" la situazione !!!).
Se siete osservatori del cavallo, sapete bene di cosa sto parlando.

In ogni caso contate quanti secondi sono passati dal momento in cui avete preso la testa a quando l'avete lasciata andare: se vi comportate correttamente, la risposta del cavallo migliora e quindi i secondi dovrebbero aumentare man mano che eseguite il test.

Questa tecnica, che nasce come una sorta di "test" di sottomissione, giacché esprime una certa "temperatura mentale" del cavallo, diventa al contempo un esercizio, nel senso che sia con la sua ripetizione, sia con l'esecuzione di altre tecniche atte a rinforzare sia la fiducia che il rispetto verso l'uomo, automaticamente la risposta del cavallo migliora.

Fatta anche dalla sella diventa un esercizio di messa in folle.
Dalla sella, se vogliamo usare le redini (com'è certo più comodo ...) dobbiamo dare in cambio al cavallo - per esigenze di "buona autorità" - un avvertimento: prima di prendergli senz'altro la testa in mano, daremo tre "trombonate" di preavviso (per "trombonata" intendo il movimento di far scorrere le dita sulla redine in avanti e indietro, imitando i suonatori di trombone a coulisse). Alla terza trombonata chiudete pure le dita sulla redine (dx o sx, abituate il cavallo a tutt'e due), prendete la testa del cavallo con la forza che serve, cominciando in modo delicato ed intensificando via via l'azione (ma dovrebbe funzionare con poco, se ci avete già lavorato da terra ...).
Portate la mano al vostro femore ed appoggiatela lì.
Guardate in terra, rilassatevi, e date al cavallo segnali di relax (v. sopra).
Da questa posizione pure si contano i secondi.
In questo modo, il cavallo flesso (e lateralmente sbilanciato) non ha modo di sfoggiare gran parte del suo più temuto repertorio (quello di cui dicevamo sopra). Certo, direte in molti, ma il cavallo ha la forza fisica per "riprendersi" la testa e vincerci in ogni momento !!!
Al di là del fatto che questo (come molti istruttori testimoniano) sia l'unico modo un po' efficace per cercare di opporsi (e va fatto velocemente !!!) ad una situazione critica (a parte buttarsi dalla sella ... e questo dico in caso di eventuali sgroppate, impennate, fughe, ecc.), l'intensità vincente di questa tecnica è più mentale che fisica, e nasce da un'adeguata preparazione, ossia cresce man mano che aumenta nella mente del cavallo la sensazione di avere il proprio movimento così limitato e controllato dal cavaliere in modo quotidiano.

Ecco perché la tecnica non va riservata alle situazioni di emergenza, ma deve far parte della comunicazione quotidiana di volontà.
L'unica differenza è che quotidianamente si usa la gentilezza del preavviso (le "trombonate" di cui dicevo sopra), mentre in caso di emergenza si prende la redine e si flette il cavallo più velocemente e vigorosamente possibile.
L'accortezza del preavviso, data la naturale tendenza dei cavalli ad anticipare, fa sì che il cavallo, dopo aver praticato per un po' di tempo la messa in folle, rallenti o addirittura si fermi non appena cominciate le "trombonate" ...
Per inciso, questo vi consente di prevenire, anziché curare, tante piccole occasioni di ribellione perché un piccolo gesto (la mano che scivola sulla redine) ha tutto un più grande significato nella mente del cavallo ... provare per credere !!!
Esercitatevi da fermi, poi al passo, poi al trotto, poi al galoppo ... (da 100 a 0 senza scalare marce ... wow !!!)

Ottenuto il folle "fisico", prima di "lasciargli" la testa (ed il controllo della situazione !!!) accertatevi che il cavallo vada anche in folle "mentale".
Il folle mentale è manifestato dall'atteggiamento di rilassamento che ho descritto sopra.
Se il cavallo non va in folle mentale e non ci resta, rischiate di ricominciare la discussione ... esattamente da dove l'avete interrotta.
E non c'è niente di più inutile di avere ottenuto l'uno senza l'altro.

In particolare, poi, se c'è una fonte "esterna" di spavento, può darsi che la messa in folle mentale non duri. In tal caso la messa in folle fisica è comunque qualcosa da fare (se non volete scendere ...), anche perché non è detto che possiate rimuovere anche la fonte dello spavento (... che sarebbe la miglior cosa in assoluto !!!).

E buon cavallo "in folle" a tutti !

(Eugenio R.)

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