
"Ca-valli o ... ca-narini ?"
Come mai pensiamo che sia introllerabile
tenere i nostri cani e gatti in gabbia ma che invece va bene per
i nostri cavalli ? Come ci sentiremmo se il nostro cane stesse
rinchiuso nel bagagliaio della macchina per lunghe ore,
addirittura per giorni ? Se ci pensiamo, fatte le proporzioni, il
nostro pesciolino rosso ha più spazio del nostro cavallo !!!
Una delle maggiori ragioni sta nella nostra capacità di capire i
segnali comunicativi di certe specie. Cani e gatti sono
predatori, come noi, ed è così facile per noi riconoscere il
loro stress. Solitamente, i predatori piangono e vocalizzano
quando sono sotto stress. Ma i cavalli, come la maggior parte
degli animali da preda, sono silenziosi e di conseguenza noi
spesso ignoriamo i loro segnali di aiuto. Provate a pensare se i
cavalli fossero biologicamente disegnati per lamentarsi come i
cani quando sono rinchiusi nelle scuderie: chi sarebbe capace di
ignorare (e di reggere !) il rumore di 20 o 30 cavalli tutti
lamentosi perché stressati? (NDR come tutti sappiamo i loro modi
per manifestare questo stress sono: il tic dappoggio, il
ballo dellorso, raspare il pavimento, rosicchiare il legno,
camminare in tondo nel box e, nei casi più gravi, l'automutilazione,
le coliche, allergie, problemi epidermici, problemi riproduttivi
ormonali, salute cagionevole, problemi alla tiroide e agonie di
vario genere, senza prendere in considerazione le alterazioni
chimiche a livello fisiologico causate dal sistema nervoso
centrale, per esempio un abbassamento della produzione di
serotonina che provoca depressione a lungo termine).
Per meglio comprendere il punto di vista del nostro cavallo,
ammesso che ce ne importi abbastanza di lui, ecco due sfide che
possiamo affrontare:
PRIMA SFIDA: per tutto il prossimo mese, ogni volta che useresti
la parola scuderia o box nelle
conversazioni, usa la parola gabbia: prendi labitudine
di dire metto il mio cavallo in gabbia, do sempre da
mangiare al cavallo nella gabbia, il mio cavallo sta fuori di
giorno e in gabbia di notte, il mio veterinario di solito esamina
il cavallo dentro la gabbia, il mio cavallo vive in una gabbia
(scioccante, non è vero ? ).
Basta cambiare una piccola parolina e
subito cominciamo a vedere il mondo più chiaramente dalla
prospettiva del cavallo. La parola box o scuderia
è talmente radicata nel nostro vocabolario equino che non
riusciamo più a riconoscere che è solo un eufemismo per
nascondere lisolamento di una "gabbia".
SECONDA SFIDA: sempre per il periodo di un mese cè una
sfida ancora più concreta per te. Portati da mangiare nel box,
mangia e rimanici per tutto il tempo che riesci a sopportare.
Mentre sei lì, prendi nota dei seguenti punti:
- quanto possono essere interessanti le stesse quattro mura;
- quanto spesso senti il bisogno di camminare un po o
semplicemente di sederti o di coricarti;
- quanto spesso senti il desiderio di guardar fuori dalla porta
della scuderia;
- quanto tempo impieghi a raggiungere il momento in cui non
riesci più a sopportare il fatto di star lì dentro;
- come ti senti interiormente prendi nota dei tuoi
cambiamenti di umore o del tuo fisico, come mal di testa, strette
allo stomaco, rosicchiamento delle unghie
Fammi sapere cosa hai provato nelle due sfide!
La risposta a tutto ciò sta nel fatto di far passare al cavallo
più tempo possibile in un recinto, magari insieme ad altri
cavalli, quale condizione naturale, non priva di rischi ma di
gran lunga preferibile - secondo quanto appena considerato - ad
ogni altro tipo di soluzione.
Altri piccoli suggerimenti che posso dare per rendere la vita un
po più interessante per il cavallo sono questi:
- lascia il cavallo fuori più spesso possibile;
- se riesci, lascialo libero con altri cavalli;
- cerca un recinto che sia interessante dal punto di vista del
cavallo: uno pianeggiante e squadrato è certamente più monotono
che uno con salite e discese, alberi, stagni
- introduci saltuariamente nel recinto degli oggetti strani e non
pericolosi per suscitare linteresse del tuo cavallo
(palloni, copertoni, teli colorati e/o rumorosi, il trailer,
pedane di legno, secchi, bidoni, rami
);
- se puoi, delimita unarea davanti al suo box, rendila
sicura, assicura la porta aperta, e osserva cosa fa il cavallo in
una zona in cui solitamente è tenuto con la lunghina per andare
altrove;
- appendi una varieta di frutti e verdure appetitosi per il
cavallo dentro al suo box (puoi provare con mele, carote e tutto
ciò che gli piace): la novità di avere qualcosa di diverso da
mangiare e lo sforzo per mordere del cibo appeso lo stimolerà
mentalmente e migliorerà la qualità delle lunghe ore spese
confinato nella GABBIA. Appendi cibi diversi contemporaneamente
così può scegliere quail mangiare per primi e appendili ad
altezze differenti per aggiungere interesse;
- in natura i cavalli spendono fino al 10% del loro tempo nel
rosicchiare rami, alberi e anche foglie per estrarre le sostanze
nutritive: chiedi al tuo veterinario qualche consiglio e poi
offri al tuo cavallo "ingabbiato" la possibilita
di questi benefici;
- avere lo stomaco vuoto e una delle ragioni per cui i
cavalli scuderizzati diventano annoiati e costituzionalmente
delicati. Invece di nutrirli una o due volte al giorno dividi la
razione in cinque o sei pasti: questo è molto più vicino al suo
modo naturale di mangiare e lo solleverà dalla noia della vita
in gabbia. Quando è possible, dagli qualcosa anche di notte
perchè è estremamente innaturale rimanere senza cibo così a
lungo;
- puoi parzialmente sconfiggere la sua noia sparpagliando il
mangime in piccole quantità in mezzo al fieno o negli angoli del
box: fai però attenzione se usi i trucioli o una lettiera
inadatta per fare questo;
- cerca di non nutrire il cavallo esattamente alla stessa ora
tutti i giorni: la prevedibilita di questo diventa
annoiante per lui e può anche portarlo a comportamenti
rivelatori di stress.
(Heather S.)